Come anticipato nella Circolare di giugno 2019, con la Risoluzione n. 50/E del 17 maggio 2019, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il regime della cedolare secca applicabile ai contratti di locazione aventi ad oggetto immobili di categoria catastale C/1, può essere applicato anche ai contratti stipulati con un conduttore esercente attività commerciale sia esso persona fisica che società.

L’Agenzia delle Entrate con apposita risposta n. 340 del 23 agosto 2019 ha ritenuto lecita l’opzione della cedolare secca in presenza di un contratto di locazione per immobile commerciale il cui canone di locazione annuo sia costituito da una quota fissa ed una quota variabile “calcolata in percentuale ai ricavi del punto vendita della società conduttrice eccedenti una determinata soglia”.

Si ritiene che tale apertura consenta di poter procedere all’opzione per la cedolare secca nei contratti su immobili commerciali aventi canoni di locazione a “scaletta” dove gli eventuali incrementi o decrementi siano già contrattualmente fissati.
L’Agenzia precisa che resta confermata l’inibizione dell’aggiornamento del canone in base alle variazioni ISTAT.

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