L’art. 39 ha inasprito le sanzioni per i reati tributari. In particolare, oltre al generale aumento del numero degli anni di detenzione, sono state abbassate le soglie delle imposte evase sopra le quali scattano le sanzioni penali. In particolare:

  • DICHIARAZIONE FRAUDOLENTA: in caso di dichiarazione fraudolenta, ossia basata su artifici tra cui: operazioni simulate, utilizzo di documenti falsi o altri mezzi fraudolenti idonei ad ostacolare l’accertamento o ad indurre in errore l’amministrazione finanziaria, scatta la reclusione da 3 a 8 anni.
  • DICHIARAZIONE INFEDELE: è prevista la reclusione da 2 a 5 anni (prima era da 1 a 3 anni) se l’IRPEF/IRES/IVA evasa è superiore al nuovo limite di euro 100.000 (in precedenza 150.000)
  • OMESSA DICHIARAZIONE: è prevista la reclusione da 2 a 6 anni (in precedenza da 1 anno e sei mesi a 4 anni). Per l’omessa presentazione del modello 770, la reclusione scatta qualora l’ammontare delle ritenute non versate sia superiore a euro 50.000.
  • OMESSO VERSAMENTO DI RITENUTE DOVUTE /CERTIFICATE: il limite di mancato versamento per singolo periodo d’imposta oltre il quale scatta la sanzione penale è fissato in euro 100.000 (in precedenza era 150.000).
  • OMESSO VERSAMENTO IVA: il limite di mancato versamento di Iva per singolo periodo d’imposta oltre il quale scatta la sanzione penale è fissato in euro 150.000 (in precedenza era 250.000).

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