La scadenza per l’invio fatture del primo semestre 2017 è il 18 settembre 2017. Dovranno essere inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate i “dati fatture” del primo semestre 2017, mentre i dati del secondo semestre dovranno essere inviati entro il 28/02/2018.
In particolare per “dati fatture” si intende l’invio di:

  • Fatture emesse, indipendentemente dalla loro annotazione (comprese le fatture annotate nel registro dei corrispettivi);
  • Fatture/bollette doganali ricevute, annotate nel registro Iva acquisti comprese quelle ricevute da contribuenti minimi/forfetari;
  • Note di variazione delle fatture.

Non vanno comunicati i dati inseriti in altri documenti quali: schede carburante e operazioni certificate da scontrino o ricevuta fiscale.

L’invio dei dati deve avvenire in forma analitica prevedendo:

  • Dati identificativi dei soggetti coinvolti (codice Paese, partita Iva/codice fiscale, denominazione/nome e cognome);
  • Data e numero fattura;
  • Base imponibile/aliquota/imposta;
  • Tipologia dell’operazione.
  • Precisazioni:
  • L’utilizzo del documento riepilogativo ex art. 6 DPR 695/96 non esonera il contribuente dall’invio dei dati della singola fattura.
  • I soggetti che applicano il regime forfetario ex lege 398/91 devono inviare i dati delle sole fatture emesse;
  • La comunicazione dei dati avviene “per competenza” rispetto al periodo di riferimento, per cui per le fatture emesse rileva la data di emissione e per le fatture ricevute la data di registrazione del documento;
  • L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le fatture cointestate emesse a privati vanno riportati i dati identificativi di uno solo dei soggetti intestatati.

Regime sanzionatorio:
Le sanzioni per omesso o errato invio dei dati delle fatture sono pari a:

  • Euro 2,00 per fattura, con un massimo di euro 1.000,00 per trimestre;
  • Euro 1,00, entro il limite massimo di euro 500,00, se l’invio o l’invio corretto avviene entro 15 giorni dalla scadenza.
    Ravvedimento operoso: in caso di omesso/errato invio dei dati, l’Agenzia delle Entrate ammette la possibilità di fruire dell’Istituto del Ravvedimento operoso previsto dall’art. 13 del D.Lgs 472/97.

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